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Consorzio per la valorizzazione delle sementi
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Convase

Assosementi: Fare filiera partendo dal seme

Alla conferenza stampa promossa da CONVASE il 25 febbraio scorso per il lancio del progetto “Seme di qualità” Assosementi, tramite il suo Presidente Giuseppe Carli, ha voluto confermare l’attenzione dell’Associazione nazionale delle ditte sementiere per tutte le iniziative finalizzate alla qualificazione delle produzioni nazionali, la tutela della legalità e l’integrazione di filiera.

Secondo Carli, la valorizzazione delle filiere produttive deve forzatamente partire dal seme certificato, garanzia di origine del materiale riproduttivo e strumento altamente tecnologico in grado di assicurare produzioni sostenibili di elevata qualità. Carli ha voluto evidenziare l’importanza dell’integrazione di filiera: ”Siamo da sempre convinti che il gioco di squadra sia il punto di partenza per fronteggiare le sfide che quotidianamente deve affrontare il settore cerealicolo.

Siamo pronti a lavorare insieme alla filiera produttiva per sfruttare l’indubbio valore aggiunto che riveste il seme certificato, base imprescindibile per ogni produzione orientata alla qualità e in grado di fornire risposte concrete ai consumatori, sempre più attenti all’origine dei loro cibi”

L’intervento del Presidente del Consorzio Convase, Dr. Eugenio Tassinari

Alla conferenza stampa tenutasi a Roma il 25 febbraio scorso per il lancio del progetto “Seme di qualità” voluto dal Consorzio CONVASE, il Presidente Tassinari evidenzia come il progetto rappresenti un passo avanti sulla strada della tracciabilità e della trasparenza e di come esso costituisca uno strumento di rilevante interesse sia per il singolo produttore che per l’intero sistema produttivo. Il Presidente Tassinari ha sottolineato il valore del progetto e l’importanza della condivisione del percorso avviato dalle Organizzazioni professionali agricole (Confagricoltura, Cia – Agricoltori Italiani, Copagri e Alleanza delle Cooperative agroalimentari) il cui ruolo è fondamentale per garantire, da un lato, la correttezza del processo essendone parte integrante e, dall’altro, per il contributo pro-attivo che possono garantire, insieme agli altri operatori della filiera a partire dal mondo sementiero,  allo sviluppo di un confronto costruttivo con l’attivazione del tavolo di confronto istituito in seno al progetto.

Il progetto “Seme di qualità” è infatti un processo di tracciabilità di filiera che vede protagonisti i principali attori della filiera produttiva (ad oggi sementieri – CONVASE e ASSOSEMENTI – e rappresentanze agricole – CONFAGRICOLTURA, CIA-AGRICOLTORI ITALIANI, COPAGRI e ALLEANZA DELLE COOPETRATIVE AGROLIMENTARI) impegnati su un tavolo comune in grado di favorire il confronto fra i diversi settori produttivo tutti orientati verso il medesimo obiettivo: la valorizzazione delle produzioni nazionali e la qualificazione delle filiere produttive italiane.

Su sito www.agricole.eu l’intervista al Presidente Tassinari, guardala al seguente link.

Conferenza stampa organizzata da CONVASE “Cereali: per una filiera tracciata a partire dal seme”

Si è svolta lo scorso 25 febbraio a Roma presso l’Hotel Nazionale la conferenza stampa organizzata dal Consorzio CONVASE “Cereali: per una filiera tracciata a partire dal seme”.

Nell’occasione il Consorzio CONVASE ha presentato il progetto “Seme di qualità”, un disciplinare ufficialmente certificato, che nel rispetto delle norme internazionali che definiscono gli standard per la tracciabilità delle filiere (UNI EN ISO 14005/2008), descrive il processo di produzione delle sementi garantendone la trasparenza, la sicurezza e l’elevata qualità dei prodotti ottenuti (le sementi dei cereali a paglia).

Il disciplinare “Seme di qualità” al quale aderiscono le ditte sementiere aderenti al CONVASE, rappresenta solo un primo passo mosso lungo la strada di una maggiore integrazione di tutti gli operatori attivi lungo la filiera dei cereali.

Una strada che conduce a produzioni di qualità elevata, in grado di rispondere alle esigenze degli agricoltori e dei trasformatori (pastificatori e panificatori) ed alle aspettative dei consumatori; un passo importante che ha registrato il pieno supporto delle rappresentanze degli agricoltori (Confagricoltura, Cia – Agricoltori Italiani, Copagri e Alleanza delle Cooperative agroalimentari) e delle aziende produttrici di sementi (Assosementi).

Il Comunicato stampa relativo all’evento è scaricabile al seguente link

 

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L’Italia si conferma leader nella moltiplicazione delle sementi orticole. Boom per cicoria, cipolla e cece

Sono 21.000 gli ettari investiti. Continua la forte specializzazione del settore.

Sono stati 21.000 gli ettari destinati alla moltiplicazione delle sementi ortive e aromatiche nel 2017 in Italia con una crescita del 20% circa, un dato che conferma il nostro Paese leader del settore in Europa con la Francia. È quanto emerge dall’indagine condotta da Assosementi, l’associazione che rappresenta le aziende sementiere italiane.

“Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti, che confermano le nostre attese, ha dichiarato Nicola Santini, Presidente della Sezione Ortive di Assosementi. Il 2017 è stato un anno caratterizzato da produzioni unitarie sopra la media, situazione questa che potrebbe aver determinato una riduzione delle superfici in moltiplicazione nel 2018 nell’ottica di una naturale alternanza fra produzioni e superfici investite. Le produzioni ottenute confermano in ogni caso la vocazione del nostro Paese per la moltiplicazione di essenze ortive ed aromatiche, valorizzata anche dalla professionalità e dall’esperienza delle ditte sementiere e all’elevata specializzazione degli agricoltori-moltiplicatori.”

Nel 2017 la moltiplicazione delle sole sementi orticole ha interessato 14.800 ettari, facendo segnare una crescita del 19% rispetto ai 12.200 ettari del 2016. Se il ravanello resta la specie con il maggior investimento di superficie (1.830 ettari), a spiccare sono i risultati ottenuti dalla cicoria (+83%), aliacee (cipolla +45%, bunching onion +31%), cavoli e brassicacee (+25%). Queste ultime colture in particolare meritano attenzione in quanto richiedono un’elevata specializzazione qualificando l’intero settore e garantendo importanti risultati economici grazie soprattutto alle varietà ibride. Svetta infine la performance del cece che sfiora i 1.400 ettari investiti (più che decuplicate le superfici del 2016).

Restano invece sostanzialmente invariate le superfici sementiere di specie aromatiche se si esclude il coriandolo protagonista di un vero e proprio exploit nel triennio 2014-2016, ma soggetto nel 2017 ad un forte ridimensionamento per via della diminuita domanda di sementi proveniente dalla regione asiatica.

A livello regionale si confermano le consolidate gerarchie nazionali, con l’Emilia-Romagna leader con quasi 11.000 ettari dedicati. Stabile la Puglia, mentre evidenziano una sensibile riduzione (circa il 50% rispetto all’anno precedente) le Marche, regione storicamente importante per la moltiplicazione sementiera delle ortive.